Eravamo rimasti nel momento in cui la nostra “santa nascosta” Rita, a 32 anni, era riuscita a fondare nella Parrocchia di Ribafeita, il 24 Settembre 1880, l’istituto delle Suore di Gesù, Maria e Giuseppe che avevano come carisma lo spirito di Nazareth. La sua opera incontrò fin da subito ostacoli ed opposizioni.

Per il nuovo Istituto e per la fondatrice il peggio giunse, nel 1910, quando, con l’inizio della Repubblica, si scatenò una feroce persecuzione contro la Chiesa e, con l’abolizione degli istituti religiosi, Rita fu privata di tutti i beni che l’istituto possedeva e dovette ritirarsi nel suo paese.
Provvidenzialmente, riuscì a mettersi in contatto con alcune delle sue suore, riuscendo, così, a salvare il nascente istituto. Rita inviò, poi, a gruppi, le sue suore in Brasile: ancora oggi queste continuano il loro impegno apostolico con lo spirito della fondatrice che morì il 6 gennaio 1913.

Rita: l’amore al Papa e alla Vergine Maria

L’eredità che questa donna ci consegna è condensata in due poli: l’amore al papa e la
devozione alla Vergine Santa
.

Lo stesso cardinal Josè Saraiva Martins, nel giorno della sua beatificazione, avvenuta il 28 maggio 2006 a Viseu, in Portogallo, nell’omelia, così si esprimeva:

Raccogliendo l’eredità spirituale del popolo portoghese, Madre Rita fu una
convinta apostola del Rosario. Anticipando, in un certo senso, la consegna della Vergine
SS.ma ai pastorelli di Fatima. Ella appare un segno di predilezione di Maria verso il nostro
popolo, Madre Rita Lopes de Almeida non è soltanto un grande devota ed instancabile
apostola del Rosario ma ha saputo leggere i segni dei tempi che chiedevano risposte nuove e
coraggiose ai bisogni di allora
”.


Rita aveva compreso che la devozione alla Madonna poteva salvare molte anime. La
Madonna arricchisce i credenti e di conseguenza la comunità cristiana. La devozione
mariana, ci permette di fare esperienza dell’amore vero. Per questo insegnava che alla base di ogni famiglia sta sempre l’amore: un amore non egoistico, ma generoso e aperto alla vita.

La devozione alla Madonna può essere riassunta, per Rita, in una donazione amorosa di se stessa a colei che è la Madre per eccellenza. E per mezzo di Maria, a Cristo, figlio suo. Rita ha fatto dono di sé alla Vergine santa e se di un dono si può fare quel che si vuole, la Madonna ha fatto di questa donna, quanto ha creduto opportuno per il bene degli altri. Le diverse pratiche di pietà che Rita ha continuamente diffuso nella sua vita – il Rosario in modo particolare – sono servite a sollecitare un’esistenza intrisa di amore alla Madonna in maniera così intensa da invocarla sempre, prima di ogni azione.

Alle sue suore, spesse volte, raccomandava di voltarsi a guardare verso una Chiesa o verso un luogo dove era venerata qualche immagine di Maria, per sentirla più vicina. Maria di Nazareth fu il suo “programma di vita”, un programma che insegna il primato di Dio, oltre che un invito a radicarsi nelle relazioni.


Per questa donna dagli occhi profondi, l’amore alla Chiesa, al papa nello specifico e alla
Madonna, oltre che ai poveri, furono le punte di una fiamma che consumò il suo cuore di consacrata.

Andrea Maniglia

Trovi la prima parte della vita di Suor Rita di Gesù nella nostra rubrica Santi Nascosti.

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