Ricordava Giovanni Paolo II, che “la santità è la prova più evidente, la prova più
convincente della vitalità della Chiesa in tutti i tempi e in tutti i luoghi, in ogni tempo e in ogni luogo” e questo è vero anche per la protagonista della nostra storia: Rita di Gesù.
Rita Amada de Jesus era nata il 5 marzo 1848 a Casalmedinho (Viseu, Portogallo) in un piccolo caseggiato della parrocchia di Ribafeita. Al battesimo, ricevuto pochi giorni dopo la sua nascita, le fu imposto il nome di Rita Lopes de Almeida.
Sin da piccola crebbe in un ambiente familiare molto religioso, dove, alla sera, ci si riuniva per la preghiera e la lettura spirituale; fin da ragazzina, poi, manifestò una speciale devozione per l’Eucaristia, per la Madonna e per san Giuseppe.
Una speciale devozione per il Papa.
Un particolare importante, in questa figura, è il singolare affetto per il papa, che ella coltivò sin da piccola.
Il beato Pio IX proprio in quei tempi attraversava momenti difficili, tanto da essere esiliato, costretto ad abbandonare Roma a causa di tumulti popolari. La chiesa, com’è risaputo, viveva non poche situazioni complicate che segnarono in modo profondo la sua storia.

In Portogallo, inoltre, proprio in quegli anni, la massoneria si impadronì dei beni ecclesiastici e fece chiudere tutte le case religiose sia maschili che femminili, impedendo l’ammissione di qualsiasi novizio o novizia.
Nella famiglia di Rita, a cominciare dai genitori, si viveva un forte desiderio di vita cristiana autentica, accompagnato da un genuino impegno apostolico. Fu proprio questo singolare ambiente che fece sgorgare nel cuore della giovane la vocazione ad essere missionaria per sottrarre, così, la gioventù al pericolo dell’indifferentismo religioso e dell’immoralità, e prodigarsi a favore della famiglia tanto minacciata.
Leggendo i documenti ci si rende conto di come questa giovanissima ragazza, spinta da un profondo amore e zelo, iniziò ad andare per i villaggi per pregare con la gente, con i più poveri, con gli ultimi. Insegnava a recitare il Rosario ed esortava ad imitare le virtù della Vergine santa. Sollecitò, inoltre, quanti incontrava ad una vita cristiana esemplare.
Tutto ciò le provocò minacce di morte e, in realtà, alcuni cercarono, anche, di ucciderla.
La situazione ecclesiastica non era delle migliori: molti vescovi e sacerdoti trascuravano il loro lavoro pastorale e non erano di grande esempio per i fedeli, perché, spesse volte, erano implicati in costanti lotte politiche.
In tutto ciò, Rita cominciò ad avere contatti e a conoscere le suore Benedettine del Convento di Gesù di Viseu e con l’aiuto del suo confessore, ben presto cominciò a rendersi conto che il Signore la chiamava alla vita consacrata.
Osserva, il Dottor Paolo Vilotta, postulatore della causa:
“La vocazione di Rita fiorì in un
complicato momento storico, nel quale era proibito, per legge, ammettere novizie alla vita
religiosa. Proprio a ragione di ciò, Rita continuò la sua vita nel mondo, da laica, in un
silenzio edificante, dedicandosi all’apostolato e alla penitenza, nella speranza di potersi
consacrare, un giorno, totalmente al Signore. Fu proprio a motivo di questa scelta che rifiutò
sempre, con decisione, qualsiasi offerta di matrimonio”.
“Rita visse – continua ancora il postulatore – col desiderio di essere missionaria e di fare del bene. I suoi stessi genitori, mossi dal suo tenace amore, arrivarono a dar alloggio nella loro casa a donne di facili costumi, ma desiderose di conversione e serenità”.
A 29 anni riuscì finalmente ad entrare in un convento, ma ben presto si accorse che il carisma di quella Congregazione non corrispondeva al genere di apostolato verso il quale si sentiva chiamata. Anche il direttore spirituale della comunità, col quale Rita si apriva profondamente e con tutta franchezza, comprese quale fosse la volontà di Dio a suo riguardo: accogliere ed educare bambine povere e abbandonate.
A 32 anni, riuscì a fondare nella Parrocchia di Ribafeita, il 24 Settembre 1880, l’istituto delle Suore di Gesù, Maria e Giuseppe che avevano come carisma lo spirito di Nazareth.
In poco tempo l’Opera si diffuse in altre Diocesi del Portogallo, ma ben presto le autorità
civili cercarono, con tutti i mezzi, di obbligarla a chiuderla.
La storia di Suor Rita di Gesù non finisce qui, la seconda storia la potete trovare nella nostra Rubrica Santi Nascosti.
Andrea Maniglia